Quando e come nasce la scelta politica di sostituire il tunnel del Peller con la variante est di Cles e il tunnel corto del Faé (testo e video)

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In questa tavola (A), rappresentante in scala 1:25000 il Sistema infrastrutturale del PUP 1987, è evidenziato con linea tratteggiata di colore rosso il tracciato del Tunnel del Peller. Ovviamente non è riportato il tracciato del Tunnel corto del Faè, il cui cunicolo di ispezione è stato realizzato in palese contrasto con le previsioni del PUP.

Quando e come nasce la scelta politica di sostituire il tunnel del Peller con la variante est di Cles e il tunnel corto del Faé per migliorare il collegamento stradale tra la Val di Non e la Val di Sole.
La prima notizia riservata e volutamente non pubblicizzata riguardante la viabilità di collegamento tra le due valli risale al mese di luglio 2003 e risulta dal resoconto stenografico del consiglio comunale di Cles del 31 luglio.
Introducendo i lavori concernenti il punto 6 dell’ordine del giorno “Progetto definitivo cunicolo esplorativo galleria del Faé”, il sindaco informa che “…..ho chiesto la collaborazione dell’ingegner Martorano che era già stato qui anche la volta precedente quando abbiamo tenuto un Consiglio a porte chiuse, per illustrare, così come ci eravamo riproposti di fare, pubblicamente il progetto. Avevo detto che l’incontro precedente con il Presidente Dellai doveva essere un momento di confronto e di conoscenza per tutti i Consiglieri……”.
Nella seduta, pubblica, del Consiglio comunale del 31 luglio 2003 si è sviluppato un dibattito ricco di interventi, di approfondimenti, di richieste tecniche al funzionario provinciale che si è concluso con la delibera (15 voti a favore, 4 contrari) di “approvazione del progetto definitivo del cunicolo esplorativo della galleria del Faé S.S. 43 della Valle di Non, a firma dell’ing. Walter Zancan”. La scelta politica di abbandonare la previsione urbanistica del tunnel del Peller contenuta nel Piano urbanistico provinciale, nel Puc della Val di Sole e nel PRG di Cles e di concentrare ogni sforzo sulla soluzione alternativa della variante est di Cles e del tunnel corto del Faé è nata, quindi, nelle segrete stanze del potere provinciale e resa nota al Consiglio comunale di Cles nella seduta a porte chiuse e ai sindaci della Val di Sole con una semplice e scarna comunicazione informativa del Presidente Dellai in una riunione appositamente convocata in un periodo elettorale per il rinnovo del Consiglio Provinciale.

 

La sorprendente disinvoltura della Giunta provinciale in materia di tutela ambientale e paesaggistica.

Nel 2003 l’esecutivo provinciale ha deciso di mettere mano ad un progetto alternativo a quello del traforo del Peller che prevedeva un tunnel parallelo all’attuale tratto di strada del Faé e una tangenziale all’abitato di Cles (variante est). Ultimati i lavori, in palese contrasto con le previsioni del PUP, del cunicolo esplorativo per la galleria del Faé, si rendeva necessario procedere alle necessarie modifiche degli strumenti urbanistici vigenti per garantire la fattibilità delle nuove opere riguardanti il collegamento stradale delle Valli di Sole e Non. Proprio in quel periodo stava prendendo corpo il progetto di revisione ventennale del Piano Urbanistico Provinciale (PUP) del 1987 ed è in questa fase che vengono recepite le indicazioni cartografiche e normative riguardanti le infrastrutture per il collegamento stradale delle due valli. Le tavole che seguono evidenziano con inequivocabile chiarezza la sensibilità ambientale e paesaggistica dell’Ente preposto alla pianificazione urbanistica primaria che vincola anche la pianificazione subordinata che compete ai Comuni alle Comunità di Valle.
Nella tavola “B” relativa alla prima adozione del PUP, il retino a tratteggio verde sta ad indicare che l’area ad est di Cles che si estende lungo il lago di Santa Giustina, sulla quale verrebbero ad insistere le opere in discussione è qualificata invariante, zona agricola di pregio nella quale, al pari delle zone di riserva integrale, è escluso ogni e qualsiasi tipo di intervento. Come risolve la Giunta provinciale l’evidente contrasto tra la destinazione urbanistica dell’area e la decisione politica di realizzare le programmate opere infrastrutturali? Semplicemente rimuovendo il retino e quindi il vincolo di tutela assoluta ed integrale, facendo così prevalere, nella seconda e definitiva adozione del PUP che diventerà legge, l’indicazione cartografica riprodotta nella Tavola “C” (1.possibile tracciato del “collegamento funzionale” introdotto dal nuovo PUP nel 2008; 2.tracciato del traforo del Faè). Risultato: dal massimo livello di tutela ambientale e paesaggistica alla “legale” devastazione di un’area che nessuno avrebbe dovuto e potuto toccare!